Psicologia Analitica
« L'esplorazione del mondo inconscio, degli archetipi e dei sogni come via verso l'individuazione di sé. »
Psicologia Analitica
"La scarpa che va bene a una persona va stretta a un'altra: non c'è una ricetta di vita che vada bene per tutti."
Amico e collaboratore di Freud, Carl Gustav Jung elaborò, oltre ad una teoria dei tipi psicologici, una propria visione della psiche che lo condusse ad una drastica rottura con il padre della psicanalisi.
Il suo modello dell’inconscio prevede infatti non solo uno strato individuale, dove sarebbero sedimentati impulsi, desideri e complessi a tonalità affettiva legati alla storia personale (di cui non siamo pienamente consapevoli per via della rimozione difensiva), ma anche una più profonda ed antica dimensione inconscia collettiva.
Quest'ultima è il risultato della storia del genere umano e dell’evoluzione, ed è il luogo in cui sono depositati gli archetipi. Tra l’Io cosciente e l’inconscio esiste una relazione di polarità, complementarietà e compensazione: quanto più l’individuo sviluppa unilateralmente solo alcuni aspetti della personalità, trascurandone altri e relegandoli nell’inconscio, tanto più questi aspetti influiranno in modo incontrollato ed inconsapevole nella vita, sotto forma di complessi a forte tonalità affettiva o costellando dinamiche archetipiche.
Tipi psicologici e funzioni psichiche
Jung elaborò una celebre teoria dei tipi psicologici basata sulla distinzione tra quattro funzioni psichiche fondamentali (divise in coppie polari: pensiero / sentimento e sensazione / intuizione) e due orientamenti dell’energia psichica (introversione o estroversione).
Ciascun individuo sviluppa queste caratteristiche in maniera diversa, determinando tipiche modalità di percepire la realtà ed entrare in relazione con essa. Di norma, ognuno sviluppa preferenzialmente una funzione della coscienza che risulterà dominante (funzione superiore), declinandola in modo prevalentemente introverso o estroverso.
La funzione dinamicamente opposta (funzione inferiore) resterà invece poco differenziata, grezza e legata alla regione inconscia dei complessi, alla zona d’Ombra, manifestandosi alla coscienza con aspetti infantili, incontrollati o imbarazzanti.
Il lavoro di armonizzazione delle funzioni fa parte del processo di individuazione. Capire e coltivare con pazienza la funzione inferiore è la via per la completezza, per gestire con flessibilità il rapporto tra Persona e Ombra e superare le unilateralità che ci impoveriscono.
Il processo di individuazione: diventare sé stessi
Il Processo di Individuazione, perno centrale della teoria junghiana, è la tensione naturale che spinge l’uomo alla ricerca della propria identità e integrità emotiva. Corrisponde al corso della vita in cui l’individuo diventa pienamente quello che da sempre era potenzialmente destinato ad essere.
È un progressivo ampliamento della personalità che si rende possibile attraverso il confronto coraggioso con la propria interiorità e con il mondo esterno. L'Individuazione conduce fino alla completezza finale, il Sé, inteso come l'unione e la sintesi equilibrata di conscio e inconscio.
Questo cammino si caratterizza per due aspetti inscindibili:
- Integrazione interiore: l'assimilazione consapevole degli aspetti sommersi o rifiutati della nostra psiche.
- Relazione oggettiva: la definizione della propria identità nel confronto e nello scambio autentico con l'altro.
La mappa degli Archetipi nell'analisi
Gli archetipi sono "centri ordinatori dell’attività psichica", configurazioni e temi universali collettivi ereditati costituzionalmente dall'evoluzione umana. Si manifestano alla coscienza solo in forma simbolica o attraverso le immagini dei sogni, dei miti e delle fiabe, esercitando un forte effetto vivificante e trasformativo. Durante l'analisi, impariamo a stabilire un dialogo con i principali archetipi della nostra psiche:
L'aspetto pubblico della personalità, la "maschera sociale" che indossiamo per conformarci alle aspettative della società e proteggere il nostro mondo intimo.
La parte istintiva che racchiude gli aspetti considerati negativi, deboli o incompatibili con l'immagine cosciente, ma che custodisce anche una grandissima energia vitale.
L'immagine interna del femminile nell'uomo (Anima) e del maschile nella donna (Animus). Rappresentano il ponte di collegamento primario verso l'inconscio.
L'archetipo dell'eterno fanciullo, caratterizzato dalla spontaneità, dal potenziale creativo, dall'aspirazione al volo, ma anche dal timore di legarsi ai limiti della realtà.
La forza primordiale che nutre, accoglie e protegge, ma che può anche trattenere e fagocitare se non bilanciata dallo sviluppo dell'indipendenza individuale.
Il centro della personalità totale e il fine ultimo del cammino di individuazione, in cui conscio e inconscio trovano un punto di sintesi e di profonda armonia.
Cosa faccio per garantire la vostra privacy?
Se immaginate di dover sostenere una consulenza con uno psicologo potreste pensare che dover raccontare così tanto di sé ad un estraneo sia complicato, e sicuramente per molti lo è, ma sarà mia cura mettervi a vostro agio, rispettando i vostri tempi e favorendo la vostra apertura con fiducia.
Per ciò che riguarda invece l’aspetto più formale, l’articolo 11 del Codice Deontologico degli psicologi obbliga ogni professionista ad osservare il segreto professionale attenendosi alla più rigorosa riservatezza. Le informazioni confidenziali non potranno essere rese pubbliche se non con il vostro consenso scritto. Fanno eccezione a questa norma le situazioni in cui sia a repentaglio la vostra vita o quella altrui, come nei casi di abuso, violenza o trascuratezza di bambini.